Il nuovo anno si apre con una nota amara per gli automobilisti italiani. Muoversi lungo la penisola diventerà sensibilmente più oneroso, a causa di una combinazione di aumenti che colpirà sia le tariffe autostradali sia il prezzo del carburante, con il gasolio nel mirino della nuova normativa fiscale.
Nonostante i tentativi del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di congelare i prezzi attraverso un ricorso, la Corte Costituzionale ha dato ragione alle società di gestione. Di conseguenza, dal 1° gennaio 2026, la maggior parte della rete autostradale vedrà un adeguamento dei pedaggi basato sull’inflazione programmata, con un incremento medio dell’1,5%.
Tuttavia, il quadro non è uniforme per tutte le tratte:
L’altra grande novità riguarda la spesa al distributore. Per effetto della Legge di Bilancio, assisteremo a una storica rimodulazione delle accise. Il governo ha deciso di allineare l’imposizione fiscale tra i due principali carburanti:
Entrambi i valori verranno fissati a 672,90 euro per mille litri. Questo pareggio fiscale rischia di produrre un effetto paradossale alla pompa: il gasolio, storicamente meno costoso, potrebbe finire per costare più della benzina, ribaltando le abitudini economiche di milioni di guidatori e trasportatori.
| Società / Tratta | Variazione % | Note |
| Autostrade per l’Italia | +1,50% | PEF in aggiornamento |
| Salerno-Pompei-Napoli | +1,925% | Delibera Cipe |
| Autostrada del Brennero | +1,46% | Concessione scaduta |
| Tangenziale di Napoli / Satap A4 | +1,50% | PEF in aggiornamento |
| Pedemontana / Brebemi / TE | +1,50% | PEF in aggiornamento |
| Strada dei Parchi / Alto Adriatico | 0,00% | Nessuna variazione |
| Ivrea-Torino-Piacenza (A21) | -8,03% | Riduzione tariffaria |
| Concessioni del Tirreno (A12) | -6,30% | Riduzione tariffaria |
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