Perché le auto elettriche faticano a conquistare il mercato italiano? Una recente indagine curata dalla Luiss Business School, intitolata “Percezioni e consapevolezza dell’auto elettrica in Italia”, fa luce sui paradossi di un settore spaccato in due. Se da un lato domina lo scetticismo di chi non ha mai provato la mobilità alla spina, dall’altro emerge l’entusiasmo di chi ha già compiuto il salto.
Per la grande maggioranza degli automobilisti che utilizzano motori tradizionali, l’ostacolo non è di natura politica o ideale, ma pratico e finanziario. I dati della ricerca parlano chiaro:
Uno degli aspetti più curiosi riguarda il chilometraggio. Nonostante il 90% degli italiani percorra quotidianamente meno di 30 km (una distanza irrisoria per qualsiasi batteria moderna), la paura di restare “a secco” durante i lunghi viaggi rimane un blocco psicologico difficile da scardinare.
Il report svela però un dato sorprendente: chi possiede già un’auto a batteria (BEV) vive una realtà opposta. Il 74% dei proprietari è pienamente soddisfatto e la stragrande maggioranza (70%) promuove l’acquisto suggerendolo ad altri.
Per chi guida elettrico ogni giorno, i problemi percepiti dai “termici” svaniscono:
Nonostante i feedback positivi degli utenti, la strada è ancora in salita: il 71% degli italiani non prevede di acquistare un’auto elettrica nel prossimo triennio. Secondo la Luiss Business School, per invertire la rotta è necessario agire su una “tripla garanzia”: rendere i prezzi più accessibili, potenziare capillarmente la rete di ricarica pubblica e offrire maggiori rassicurazioni sulla durata della tecnologia nel tempo.
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